Le più belle fiabe di Andersen

Le più belle fiabe di Andersen

Ecco le favole che hanno segnato la storia


Hans Christian Andersen è stato uno scrittore e poeta danese, ricordato soprattutto per le sue meravigliose fiabe, famose in tutto il mondo. Nato a Odense nel 1805, Christian Andersen nel 1835 pubblicò “Eventyr”, la sua prima raccolta di favole, alla quale seguirono altre che ottennero grande successo.

Le caratteristiche delle favole di Andersen


Le fiabe di Hans Christian Andersen sono molto particolari e si discostano dalla tradizione favolistica. Molti critici hanno accostato l’autore danese ai fratelli Grimm ma, in realtà, come osservò Gianni Rodari, tra di loro esiste una differenza sostanziale: gli autori tedeschi scrissero fiabe riprese da racconti popolari tramandati oralmente nei secoli, mentre Andersen, pur ispirandosi al folklore popolare e a racconti per l’infanzia ascoltati da bambino, trasformò queste novelle, rielaborandole o creando storie originali di sua invenzione, basate anche su esperienze personali.

Le favole di Andersen hanno poi la caratteristica di trattare temi molto profondi, come ad esempio quelli del “diverso” (spesso i personaggi sono creature che devono lottare per essere accettate perché diverse dalle altre), del “doppio” (relativo alla personalità dei personaggi, alle loro origini o alle loro condizioni sociali), della morte, della rinascita e dell’ultraterreno. Le favole di Andersen, inoltre, non presentano più gli elementi tradizionali delle fiabe classiche: maghi, fate e streghe scompaiono quasi del tutto a favore di animali, vegetali e oggetti che rappresentano la natura umana, spesso con toni parodistici. Anche la lotta tra bene e male viene raccontata in modo diverso: non sempre c’è il lieto fine, ma spesso la morte indica il riscatto del personaggio o la vittoria dell’amore eterno.

Fiabe di Andersen: l’elenco delle più famose


Le fiabe di Andersen sono in totale 156, ma l’autore scrisse anche decine di altre composizioni favolistiche. Vediamo alcune tra le fiabe più belle e più famose, ordinate in base alla data di pubblicazione.

La principessa sul pisello


Per questa fiaba pubblicata nel 1835, Andersen dichiarò di essersi ispirato a un racconto ascoltato da bambino. La storia narra di un principe che cerca moglie: in una notte di tempesta, una giovane bussa alla porta del suo castello dicendo di essere una principessa. La regina decide di ospitarla ma non le crede e così la mette alla prova: posiziona un pisello verde sotto una serie di 20 materassi, 20 guanciali e 20 cuscini. Al mattino, chiede alla giovane come avesse dormito e lei risponde di non essere riuscita a chiudere occhio perché qualcosa nel letto l’aveva infastidita. La regina permette quindi a suo figlio di sposare la ragazza, sostenendo che solo una vera principessa è in grado di sentire la presenza di un pisello sotto 20 materassi.

Mignolina


Conosciuta anche con il nome di “Pollicina”, questa fiaba fu pubblicata nel 1835 e vede come protagonista una bambina piccolina trovata in un bocciolo da una donna che decide di tenerla con sé. Una notte, però, una rana rapisce la bimba con l’intenzione di darla in sposa a un rospo. Con l’aiuto dei pesci dello stagno, Mignolina riesce a fuggire e si rifugia a casa di un topo per ripararsi dal freddo; il roditore, però vorrebbe farla sposare con un talpone e la piccola è costretta a fuggire di nuovo, questa volta aiutata da una rondine. Alla fine, in un campo di fiori, la ragazza incontra un principino delle fate che diventerà suo marito.

La Sirenetta


La Sirenetta è stata pubblicata nel 1847 ed è considerata da molti la più bella favola di Andersen. Di certo è forse la più famosa e, non a caso, a Copenaghen le è stata dedicata una statua; inoltre, questa fiaba ha ispirato molti film, tra i quali il film d’animazione che vede come protagonista Ariel, una delle Principesse Disney. La fiaba racconta la storia di una sirenetta che si innamora di un principe dopo averlo salvato da una tempesta: per questo inizia a sognare di avere un’anima e la vita eterna come gli esseri umani. Con l’aiuto della Strega del mare, ottiene una pozione che le consente di avere le gambe come gli umani, in cambio della sua voce: il principe, però, dovrà innamorarsi di lei entro un anno, altrimenti lei morirà, trasformandosi in schiuma di mare, destino di tutte le sirene.

Il finale della fiaba è diverso rispetto a quello del film: nel racconto, infatti, il principe decide di sposare un’altra ragazza. La sirenetta ha la possibilità di uccidere l’amato con un pugnale magico per poter tornare a essere una sirena anziché morire ma, per amore, decide di salvarlo e di accettare il suo destino. La sua bontà viene ripagata: la Sirenetta non muore ma diventa una figlia dell’aria, un essere invisibile che, compiendo buone azioni, dopo 300 anni potrà ottenere un’anima per andare in paradiso.

Il soldatino di stagno


Pubblicata per la prima volta nel 1838, questa fiaba parla di due bambini, un fratello e una sorella, che ricevono in dono alcuni giocattoli, tra i quali una ballerina di carta e 25 soldatini di stagno. A uno di questi, però, manca una gamba perché era stato fuso con lo stagno avanzato dagli altri. Di notte, quando i bimbi dormono, i giocattoli prendono vita: il soldatino senza una gamba e la ballerina si innamorano, suscitando l’invidia di un pupazzo a molla a forma di diavolo che lancia così una maledizione su di loro, condannandoli all’infelicità eterna. Il giorno successivo iniziano i guai per la coppia: il soldatino cade dal davanzale della finestra e solo dopo una serie di disavventure, riesce a tornare dalla sua amata. In seguito, però, finisce nel fuoco e inizia a sciogliersi: una fata decide di aiutarlo e con un incantesimo ordina che sia sempre felice. Con un colpo di vento, anche la ballerina finisce nel fuoco e all’indomani, dei due non resta che un cuoricino di stagno e un lustrino bruciato.

Il brutto anatroccolo


Pubblicata nel 1843, questa è un’altra famosissima fiaba di Christian Andersen. Il protagonista è un piccolo anatroccolo che viene deriso ed emarginato dai suoi fratelli perché grigio, goffo e diverso da loro. Per questa ragione, il piccolo decide di fuggire e, dopo varie peripezie, incontra dei bellissimi cigni che lo accolgono. Il piccolo rimane stupito di ciò ma poi, specchiandosi nell’acqua, si accorge di essersi trasformato e scopre di essere un cigno.

La piccola fiammiferaia


Pubblicata nel 1848, questa è tra le fiabe più commoventi di Andersen. La protagonista è una bimba povera costretta a vendere fiammiferi per vivere: nessuno, però, li compra e, anzi, la piccola viene anche trattata in malo modo dai passanti. Nel timore di tornare a casa dal padre senza l’incasso, la bimba decide così di restare per strada dove però deve affrontare il freddo pungente. Per scaldarsi inizia ad accendere i fiammiferi e, per ciascuno di essi, ha una visione di qualcosa di bello: prima una stufa, poi una tavola imbandita, un albero di Natale e per ultima sua nonna, scomparsa tempo prima. La piccola alla fine muore di freddo e la nonna la porta con sé in paradiso, mentre chi l’aveva respinta il giorno prima piange la sua morte, nel rimpianto di non averla aiutata.

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