Storia dell'economia mondiale

Sette luoghi comuni sull'economia

Uscita Nº 17 del 18/06/2019

Periodicità: Settimanale

Editore: RCS MediaGroup

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Descrizione

Andrea Boitani seleziona e smonta sette luoghi comuni sull’economia che, tradotti in politiche economiche, influenzano pesantemente le nostre vite. “Il problema è l’euro”, “è tutta colpa delle banche”, “bisogna fare le riforme”, “le banche centrali pensano solo all’inflazione”… Chi non ha letto o ascoltato molte volte queste frasi, sui giornali, nei talk show, all’interno delle istituzioni nazionali e internazionali? Ripetute acriticamente, diventano mantra, assiomi indiscutibili, verità univoche, scientifiche. Scopriremo che ognuna di esse contiene elementi di verità, ma sottolineare solo questi elementi o nascondere quelli che li contraddicono conduce alla costruzione di un’ideologia insidiosa. Un’ideologia che – messa in pratica prima e soprattutto dopo lo scoppio della grande crisi del 2008 – ha fatto molti danni: più disoccupazione e per più tempo di quanto fosse inevitabile; meno crescita di quanto fosse possibile; più povertà e disuguaglianza di quanto sia moralmente accettabile; meno inflazione di quanto fosse economicamente conveniente. Milioni di persone hanno sofferto per tutto questo. Non era destino: poteva essere evitato, se solo avessimo agito diversamente da come alcuni luoghi comuni ci spingevano e tuttora ci spingono a fare.

Descrizione

Andrea Boitani seleziona e smonta sette luoghi comuni sull’economia che, tradotti in politiche economiche, influenzano pesantemente le nostre vite. “Il problema è l’euro”, “è tutta colpa delle banche”, “bisogna fare le riforme”, “le banche centrali pensano solo all’inflazione”… Chi non ha letto o ascoltato molte volte queste frasi, sui giornali, nei talk show, all’interno delle istituzioni nazionali e internazionali? Ripetute acriticamente, diventano mantra, assiomi indiscutibili, verità univoche, scientifiche. Scopriremo che ognuna di esse contiene elementi di verità, ma sottolineare solo questi elementi o nascondere quelli che li contraddicono conduce alla costruzione di un’ideologia insidiosa. Un’ideologia che – messa in pratica prima e soprattutto dopo lo scoppio della grande crisi del 2008 – ha fatto molti danni: più disoccupazione e per più tempo di quanto fosse inevitabile; meno crescita di quanto fosse possibile; più povertà e disuguaglianza di quanto sia moralmente accettabile; meno inflazione di quanto fosse economicamente conveniente. Milioni di persone hanno sofferto per tutto questo. Non era destino: poteva essere evitato, se solo avessimo agito diversamente da come alcuni luoghi comuni ci spingevano e tuttora ci spingono a fare.