Musica Jazz in Vinile

Tokio 1963 - Thelonious Monk

Uscita Nº 12 del 09/01/2020

Periodicità: Bimestrale

Editore: 22 Publishing

Il prodotto è prenotabile

€ 19,90
Vedi tutta la collezione

Descrizione

Il 9 maggio 1963 il quartetto di Thelonious Monk lasciò New York per un breve tour giapponese. Il pianista era reduce da un lungo giro di concerti attraverso l’Europa – ben dodici concerti in diciassette giorni – che, nel marzo dello stesso anno, l’avevano visto esibirsi a Francoforte, Amburgo, Baden-Baden, Monaco, Berlino, Brema, Düsseldorf, Stoccolma, Copenaghen, Helsinki, Parigi e Bruxelles. In tutte queste occasioni, niente era stato registrato ufficialmente dalla Columbia, la sua casa discografica dell’epoca, e niente o quasi è praticamente apparso fino al 2018 (una quarantina di minuti tratti dall'esibizione di Copenaghen).
In Giappone, Paese che per lui aveva sempre rivestito un fascino particolare, Monk si tratterrà due settimane suonando praticamente tutti i giorni, e il 21 maggio, alla Sankei Hall di Tokio, la CBS/Sony decise di registrare l’esibizione che, comunque, non pubblicò subito ma soltanto nel 1969 in due lp separati (e, nel 1973, la ristampò su un album doppio) riservandone la diffusione esclusivamente al mercato nipponico. Per molti anni l’originale «Monk In Tokyo» è stato in Occidente un autentico pezzo da collezione, e solo nel 1983 la Columbia decise di stampare il disco anche negli Stati Uniti e in Europa, intitolandolo «Tokyo Concerts». Negli anni, poi, ne seguiranno svariate ristampe in cd fino all'edizione «definitiva» per la Columbia Legacy apparsa nel 2001.

Il nostro lp, invece, proviene da una trasmissione televisiva realizzata il 23 maggio – ovvero il giorno precedente al ritorno di Monk e del suo quartetto negli Stati Uniti – negli studi della TBS, la Tokyo Broadcasting System. Il filmato si può facilmente vedere su internet, mentre l’album – pubblicato su lp dapprima dall'etichetta giapponese Baybridge e poi ristampato dalla East Wind – ha sempre goduto di una reperibilità assai più ridotta. Questo, assieme ovviamente all'alta qualità della musica prodotta da Monk e dai suoi (Charlie Rouse, Butch Warren e Frankie Dunlop) è il motivo che ci ha spinto a riproporlo nella nostra collana.

Descrizione

Il 9 maggio 1963 il quartetto di Thelonious Monk lasciò New York per un breve tour giapponese. Il pianista era reduce da un lungo giro di concerti attraverso l’Europa – ben dodici concerti in diciassette giorni – che, nel marzo dello stesso anno, l’avevano visto esibirsi a Francoforte, Amburgo, Baden-Baden, Monaco, Berlino, Brema, Düsseldorf, Stoccolma, Copenaghen, Helsinki, Parigi e Bruxelles. In tutte queste occasioni, niente era stato registrato ufficialmente dalla Columbia, la sua casa discografica dell’epoca, e niente o quasi è praticamente apparso fino al 2018 (una quarantina di minuti tratti dall'esibizione di Copenaghen).
In Giappone, Paese che per lui aveva sempre rivestito un fascino particolare, Monk si tratterrà due settimane suonando praticamente tutti i giorni, e il 21 maggio, alla Sankei Hall di Tokio, la CBS/Sony decise di registrare l’esibizione che, comunque, non pubblicò subito ma soltanto nel 1969 in due lp separati (e, nel 1973, la ristampò su un album doppio) riservandone la diffusione esclusivamente al mercato nipponico. Per molti anni l’originale «Monk In Tokyo» è stato in Occidente un autentico pezzo da collezione, e solo nel 1983 la Columbia decise di stampare il disco anche negli Stati Uniti e in Europa, intitolandolo «Tokyo Concerts». Negli anni, poi, ne seguiranno svariate ristampe in cd fino all'edizione «definitiva» per la Columbia Legacy apparsa nel 2001.

Il nostro lp, invece, proviene da una trasmissione televisiva realizzata il 23 maggio – ovvero il giorno precedente al ritorno di Monk e del suo quartetto negli Stati Uniti – negli studi della TBS, la Tokyo Broadcasting System. Il filmato si può facilmente vedere su internet, mentre l’album – pubblicato su lp dapprima dall'etichetta giapponese Baybridge e poi ristampato dalla East Wind – ha sempre goduto di una reperibilità assai più ridotta. Questo, assieme ovviamente all'alta qualità della musica prodotta da Monk e dai suoi (Charlie Rouse, Butch Warren e Frankie Dunlop) è il motivo che ci ha spinto a riproporlo nella nostra collana.