I libri del Corriere della Sera

PRAGA 1968 - Dalla primavera all'autunno

Uscita Nº 1 del 21/08/2018

Periodicità: Mensile

Editore: RCS MediaGroup

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Descrizione

Praga 1968: il fuoco della rivolta che cova da inizio anno divampa con le dimissioni, a fine marzo, del capo dello Stato Antonín Novotný. È Alexander Dubcˇek, il nuovo segretario del partito comunista, a incarnare il vento della rivoluzione: la sua popolarità corrisponde a istanze irrefrenabili di democratizzazione del Paese diffuse in tutta la popolazione, in particolare tra i giovani e nel mondo intellettuale. Con il «nuovo corso» si comincia a parlare di «socialismo dal volto umano», di aperture all’economia di mercato, di libertà di stampa, di abolizione della censura. Ma intorno a Praga si stringe la morsa della repressione sovietica, che culmina con l’ingresso in città dei carrarmati russi, il 21 agosto. L’avventura della Primavera di Praga a settembre è già conclusa e, tra la rassegnazione e l’amarezza, comincia il processo di normalizzazione. Il 16 gennaio 1969, lo studente Jan Palach si dà fuoco in piazza san Venceslao: il suo gesto di protesta riaccende l’attenzione del mondo intero sulla rivoluzione cecoslovacca e sulle sue speranze tragicamente disilluse. Il racconto degli inviati del «Corriere della Sera», Enzo Bettiza ed Egisto Corradi, immediato e coinvolgente come una fotografia, ci fa rivivere in presa diretta quei giorni, confermandoci come l’esperimento di Praga sia stato cruciale per costruire il sistema di valori e di significati che ha reso il Sessantotto un anno spartiacque nella storia del dopoguerra.

Descrizione

Praga 1968: il fuoco della rivolta che cova da inizio anno divampa con le dimissioni, a fine marzo, del capo dello Stato Antonín Novotný. È Alexander Dubcˇek, il nuovo segretario del partito comunista, a incarnare il vento della rivoluzione: la sua popolarità corrisponde a istanze irrefrenabili di democratizzazione del Paese diffuse in tutta la popolazione, in particolare tra i giovani e nel mondo intellettuale. Con il «nuovo corso» si comincia a parlare di «socialismo dal volto umano», di aperture all’economia di mercato, di libertà di stampa, di abolizione della censura. Ma intorno a Praga si stringe la morsa della repressione sovietica, che culmina con l’ingresso in città dei carrarmati russi, il 21 agosto. L’avventura della Primavera di Praga a settembre è già conclusa e, tra la rassegnazione e l’amarezza, comincia il processo di normalizzazione. Il 16 gennaio 1969, lo studente Jan Palach si dà fuoco in piazza san Venceslao: il suo gesto di protesta riaccende l’attenzione del mondo intero sulla rivoluzione cecoslovacca e sulle sue speranze tragicamente disilluse. Il racconto degli inviati del «Corriere della Sera», Enzo Bettiza ed Egisto Corradi, immediato e coinvolgente come una fotografia, ci fa rivivere in presa diretta quei giorni, confermandoci come l’esperimento di Praga sia stato cruciale per costruire il sistema di valori e di significati che ha reso il Sessantotto un anno spartiacque nella storia del dopoguerra.