I libri del Corriere della Sera

Piazza Tienanmen a cura di Marcello Flores

Uscita Nº 2 del 04/06/2019

Periodicità: Bimestrale

Editore: RCS MediaGroup

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Descrizione

Liu si shi jian. L’incidente del 4 giugno. Oggi, in Cina, di piazza Tienanmen non si parla, e quando proprio si deve, la definizione ufficiale di quello che avvenne trent'anni fa è questa: un incidente. All'indomani della primavera di Pechino, annegata nel sangue il 4 giugno del 1989, la linea del Partito-Stato fu: silenzio. Nei tempi di Internet, la censura ha vita più difficile ma identica determinazione: per nominare il massacro di piazza Tienanmen sono state censite 261 perifrasi, sempre più oblique e fantasiose, codici per chi voglia ricordare le vittime della mobilitazione studentesca che il regime stroncò con i carri armati. E che per tutto l’Occidente si riassume nell'icona dell’uomo che affronta, solo e inerme, i cingolati mandati da Deng Xiaoping a stroncare l’agitazione «controrivoluzionaria». Questo libro ripercorre i drammatici eventi della primavera cinese attraverso le cronache e i commenti di chi li raccontò sul «Corriere della Sera», a lettori annichiliti dalla reazione muscolare del governo comunista e dalla sua indisponibilità al dialogo sulle riforme e sulla democratizzazione. Richieste imprecise, portate avanti da un movimento con molte anime e in gran parte spontaneo, ma che testimoniavano il disagio di un Paese sospeso tra l’ortodossia socialista e le pressioni del libero mercato. Ne scrissero il corrispondente in Cina Renato Ferraro, che già nel 1988 aveva diagnosticato la tensione che si respirava nel Paese, e a seguire le grandi firme del giornale. Completano il volume un’analisi della protesta studentesca, di Fabio Lanza, e un reportage dalla Tienanmen contemporanea, nel suo silenzioso trentennale, dell’attuale inviato Guido Santevecchi.

Descrizione

Liu si shi jian. L’incidente del 4 giugno. Oggi, in Cina, di piazza Tienanmen non si parla, e quando proprio si deve, la definizione ufficiale di quello che avvenne trent'anni fa è questa: un incidente. All'indomani della primavera di Pechino, annegata nel sangue il 4 giugno del 1989, la linea del Partito-Stato fu: silenzio. Nei tempi di Internet, la censura ha vita più difficile ma identica determinazione: per nominare il massacro di piazza Tienanmen sono state censite 261 perifrasi, sempre più oblique e fantasiose, codici per chi voglia ricordare le vittime della mobilitazione studentesca che il regime stroncò con i carri armati. E che per tutto l’Occidente si riassume nell'icona dell’uomo che affronta, solo e inerme, i cingolati mandati da Deng Xiaoping a stroncare l’agitazione «controrivoluzionaria». Questo libro ripercorre i drammatici eventi della primavera cinese attraverso le cronache e i commenti di chi li raccontò sul «Corriere della Sera», a lettori annichiliti dalla reazione muscolare del governo comunista e dalla sua indisponibilità al dialogo sulle riforme e sulla democratizzazione. Richieste imprecise, portate avanti da un movimento con molte anime e in gran parte spontaneo, ma che testimoniavano il disagio di un Paese sospeso tra l’ortodossia socialista e le pressioni del libero mercato. Ne scrissero il corrispondente in Cina Renato Ferraro, che già nel 1988 aveva diagnosticato la tensione che si respirava nel Paese, e a seguire le grandi firme del giornale. Completano il volume un’analisi della protesta studentesca, di Fabio Lanza, e un reportage dalla Tienanmen contemporanea, nel suo silenzioso trentennale, dell’attuale inviato Guido Santevecchi.