Guerre mondiali - La Seconda Guerra Mondiale

Quell’ estate del 1943

Uscita Nº 11 del 03/04/2018

Periodicità: Settimanale

Editore: RCS MediaGroup

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Descrizione

Estate 1943, la guerra degli italiani è oramai perduta. Le città italiane sono sottoposte a massicci bombardamenti, il Paese è al collasso. Dopo aver occupato Pantelleria e Lampedusa, il 9 luglio gli Alleati sbarcano in Sicilia. Il 25 luglio, con l’approvazione dell’ordine del giorno Grandi, il Gran Consiglio del Fascismo “sfiducia” Mussolini. Il generale Badoglio è nominato Capo del Governo, mentre il Duce dopo un breve colloquio con il Re è arrestato. Gli italiani festeggiano la caduta del fascismo, ma la guerra “ufficialmente” continua. In realtà il nuovo governo tratta la resa con gli Alleati. L’8 settembre Eisenhower annuncia l’armistizio con l’Italia. Subito dopo, alla radio, Badoglio informa il Paese. Gli eventi precipitano. Da giorni truppe tedesche varcano il Brennero pronte ad occupare la penisola, la casa reale e Badoglio lasciano Roma e si trasferiscono a Brindisi. L’esercito italiano si sbanda. Alcuni reparti resistono, ma alla fine devono arrendersi ai nazisti. Il 10 settembre i tedeschi occupano Roma anche se Kesserling mantiene per la capitale lo stato di “Città Aperta”. Divisa e spezzata, l’Italia dell’autunno 1943 è oramai un campo di battaglia.

Descrizione

Estate 1943, la guerra degli italiani è oramai perduta. Le città italiane sono sottoposte a massicci bombardamenti, il Paese è al collasso. Dopo aver occupato Pantelleria e Lampedusa, il 9 luglio gli Alleati sbarcano in Sicilia. Il 25 luglio, con l’approvazione dell’ordine del giorno Grandi, il Gran Consiglio del Fascismo “sfiducia” Mussolini. Il generale Badoglio è nominato Capo del Governo, mentre il Duce dopo un breve colloquio con il Re è arrestato. Gli italiani festeggiano la caduta del fascismo, ma la guerra “ufficialmente” continua. In realtà il nuovo governo tratta la resa con gli Alleati. L’8 settembre Eisenhower annuncia l’armistizio con l’Italia. Subito dopo, alla radio, Badoglio informa il Paese. Gli eventi precipitano. Da giorni truppe tedesche varcano il Brennero pronte ad occupare la penisola, la casa reale e Badoglio lasciano Roma e si trasferiscono a Brindisi. L’esercito italiano si sbanda. Alcuni reparti resistono, ma alla fine devono arrendersi ai nazisti. Il 10 settembre i tedeschi occupano Roma anche se Kesserling mantiene per la capitale lo stato di “Città Aperta”. Divisa e spezzata, l’Italia dell’autunno 1943 è oramai un campo di battaglia.